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L'Archivio Comunale di Fiesole

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L’archivio comunale di Fiesole conserva 1500 metri lineari di documenti ripartiti in più fondi

Fra questi il più consistente è naturalmente quello costituito dagli atti prodotti dall’ente locale nell’espletamento delle competenze che nei vari periodi storici gli sono state attribuite in funzione dell’amministrazione del territorio comunale.

 

La documentazione più antica riguarda un’area territoriale molto più estesa di quella attualmente delimitata dai confini comunali. Il Comune di Fiesole ha subito infatti consistenti variazioni di confine nel corso dei secoli XVIII e XIX, fino a pervenire, nel 1910, all’attuale configurazione.

Accanto a questo nucleo principale ve ne sono altri di uguale importanza anche se di minore consistenza.

Per quanto riguarda il periodo precedente l’Unità d’Italia, la ricchezza e la varietà di fondi archivistici è dovuta principalmente al ruolo svolto da Fiesole quale sede di una cancelleria.

Ciò ha comportato l’affluenza e la conservazione nell’archivio comunale di documentazione relativa anche ad altre comunità sottoposte al controllo del cancelliere.

L’epoca preunitaria è documentata oggi nell’archivio di Fiesole dagli atti, ordinati in sezioni in base al periodo storico e all’ufficio o magistratura responsabile della loro produzione, delle seguenti istituzioni: Lega e podesteria, poi comunità di Fiesole (1509-1808 e 1814-1865); Cancelleria comunitativa di Fiesole (1659-1808 e 1814-1865); Mairie di Fiesole (1809-1814); Ingegnere del circondario di Fiesole (1825-1850); Consiglio di reclutamento del circondario della delegazione di governo del quartiere S. Croce (1853-1860); Consiglio distrettuale (1860-1865). Sono inoltre rimasti i documenti relativi ad alcuni luoghi pii (secc. XVI-XIX) e ad altre comunità (Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi, Brozzi, Pellegrino) che per vari motivi sono pervenuti all’archivio.

 

I documenti relativi all’attività espletata dal comune di Fiesole a partire da l’entrata in vigore della Legge per l’unificazione amministrativa del Regno d’Italia del 20 marzo 1865 e fino al 1945 (è in corso l’aggiornamento dell’inventario al 1965) sono organizzati in 29 serie che sono state individuate tenendo conto dei diversi settori di competenza del comune, delle tipologie documentarie e delle prospettive di accrescimento delle stesse serie per le previste periodiche acquisizioni dall’archivio di deposito, dove si conservano i documenti più recenti.

Alle serie di contenuto più generale, costituite dagli atti deliberativi e dal carteggio degli affari, si affiancano quelle costituite da documenti di natura più particolare e specifica, di tipo riassuntivo (bilanci, libri mastri), certificativo (registri di stato civile, liste di leva e elettorali), giustificativo (mandati di pagamento e di riscossione), che restano interni al comune e per i quali è già prevista dalla normativa la conservazione in corrente e per ordine cronologico.

 

Fanno parte dell’Archivio Comunale anche alcuni archivi aggregati.

Fra questi i più consistenti sono quelli del Giudice conciliatore e dell’Ente comunale di assistenza (ECA); vi sono inoltre piccoli archivi prodotti dall’attività di vari consorzi, dal Patronato scolastico e dall’Opera Nazionale Balilla (ONB).

Si tratta comunque sempre di enti o istituzioni che hanno operato in stretta connessione con l’amministrazione comunale e derivando da essa la loro stessa possibilità di funzionamento.

Ultima modifica: 09/06/2020