|
LA CAPPELLA DI SAN JACOPO
Via San Francesco,
4 Fiesole
Tel. 055/59477
La Cappella di San Jacopo è l'antico oratorio del Palazzo Vescovile di Fiesole, nel quale è inglobato con accesso da Via San Francesco per un portale sormontato dalla stemma cinquecentesco del Vescovo Folchi (1500) e, all’interno, direttamente dalle stanze vescovili.
Costruito probabilmente da Jacopo il Bavaro (1027-1039) nell’ambito di un edificio più volte ampliato, trasformato ed adattato, l’Oratorio già esisteva più o meno in questa forma nel '300. Nei primi decenni del '400, fu fatta affrescare la parete frontale con una rappresentazione della Incoronazione della vergine Maria fra gli angeli e i Santi.
Fu trasformato nel 1500 fdal Vescovo Francesco Cattani da Diacceto che è ivi sepolto sotto una bella pietra tombale, la quale, tra l’altro, ne attesta la molteplice dottrina e la copiosità delle opere, e dal vescovo Neri Altoviti nel 1700, dal Vescovo Neri Altoviti, il cui nome è scolpito nel riquadro della finestra laterale soprastante l’altare.
L’oratorio fu poi completamente restaurato nel 1849 da Mons. Francesco Bronzuoli che, come riferisce la lapide esistente all’interno, operò un totale restauro della Cappella "andata in rovina a causa del tempo e dell’incuria, facendo altresì riportare alla luce mediante la somma perizia del pittore Antonio Marini, le antichissime immagini alle pareti".
La Cappella ospita oggi una ricca collezione di oreficerie liturgiche che testimoniano la ricchezza e la vitalità storico-artistica del territorio compreso nella vasta Diocesi di Fiesole. Da tempo le preziose quanto indefinibili oreficerie sacre sparse nel territorio diocesano, che copre un'estensione assai vasta, ben oltre i confini del Comune, dalla Val di Sieve al Chianti, erano state necessariamente allontanate dalle loro sedi di origine, diventate insicure, spesso isolate, sguarnite se non del tutto abbandonate, e raccolte presso un deposito della Curia Vescovile per garantirne una più sicura conservazione. Il restauro della Cappella ha offerto l'opportunità di una doppia valorizzazione e fruizione: quella dell'ambiente e del suo importante affresco e quella di una parte significativa delle oreficerie diocesane, creando un deposito visibile in un contesto monumentale. La scelta dei pezzi e del percorso espositivo segue un criterio storico cronologico abbinato a quello tipologico: dal Medio Evo ad oggi si ha l'occasione di avere uno sguardo d'insieme sull'oreficeria liturgica, seguendone l'evoluzione storica e stilistica in rapporto alle trasformazioni del gusto. Dalla sobrietà degli oggetti tardo-gotici si passa alla monumentalità rinascimentale, alla linearità contro-riformistica all'esuberanza barocca e rococò, al neoclassicismo ottocentesco, all'eclettismo del Novecento. In poco spazio sono così documentate le fasi più rappresentative dell'arte orafa sacra a Firenze e dintorni.
|