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MUSEO DELLA FONDAZIONE "PRIMO CONTI"

Villa le Coste, Via Dupré 18 
Fiesole 
tel. 055/597095 - 055/599200
Fax. 055/5978145
http://www.fondazioneprimoconti.org
museo@findazioneprimoconti.org

Il museo è aperto da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13. Sabato e domenica aperto solo per gruppi su appuntamento.

Il Museo e la Fondazione Primo Conti hanno sede a Fiesole a Villa Le Coste, una residenza Quattrocentesca situata vicino al Teatro Romano, sul versante della collina che guarda il Mugello, in mezzo a vigne ed ulivi. La villa, in cui Primo Conti ha abitato per molti anni, fu acquistata dall'artista nel 1945. Lunghi e pazienti restauri hanno riportato alla luce l'antica struttura; in una sala del museo, al piano terra, sono visibili frammenti di affreschi. Il Museo viene aperto al pubblico nel 1987, contiene oltre sessanta olii e più di centocinquanta disegni dal 1911 al 1985 di Primo Conti e rappresenta "il frutto ormai consolidato dell'incontro tra una vicenda individuale e la storia di un'avanguardia, l'emblema vivente del rispecchiarsi del destino di un singolo in una dimensione collettiva" (G.Dalla Chiesa). Lo stesso Primo Conti ha curato la presentazione del percorso pittorico nelle diverse sale dall'Autoritratto del 19.., un lavoro di intensa ricerca psicologica, svolto secondo gli schemi di un realismo sottilmente emotivo, alle prime prove legate all'esperienza fauve (Autoritratto con accappatoio al mare del 1915) , alla svolta futurista del '17, dopo l'incontro di Conti con Balla e Marinetti, (La cocomeraia, Vicolo notturno, Antignano dall'alto, Simultaneità di ambienti...del '17), lavori nei quali la lezione strutturale di scuola toscana è pur sempre viva, fino alla dinamica avvolgente di opere come Saltimbanco, del 1918 (che dimostra anche la sua attenzione nei confronti del Cubismo), per stemperarsi poi nelle prove metafisiche, di rara intensità pittorica, come Demetrio felice, del 1919. Farà seguito una adesione, ricca di contenuti umani e personali, al Novecento italiano, che culminerà in lavori di rara felicità come Bambina con coniglio di gomma, del 1933 (un esempio fra i molti dell'artista in questo periodo). Da questa prima raccolta nel museo, si passa a qualche esempio di lavori del secondo dopoguerra, ancora di carattere realistico, alle opere dell'ultimo periodo, quasi tutte impostate su una riconsiderazione dei motivi del Futurismo, filtrati attraverso le esperienze delle avanguardie del secondo dopoguerra, dall'informale, al recupero di un denso postinformale materico, ad una riproposta di una strutturalità geometrica lucida e sintetica. Una sezione a parte del museo raccoglie una gustosa e vivacissima scelta di disegni e di grafica dagli inizi del lavoro di Conti fino a qualche esempio recente. 
 

 
 
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