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ITINERARIO N° 2 - UNA TERRAZZA SU FIRENZE


La strada che dalla chiesa paleocristiana di Santa Maria Primerana porta al Montececeri segue il tracciato delle antiche mura etrusche del lato meridionale con affaccio su Firenze. Vari tipi di abitazione popolare (oggi restaurate) e borghese del secolo XIX, rendono più interessante il primo tratto. Più in alto la strada, con il suo muretto di protezione e cimasa in pietra serena usata come sedile, è luogo amato dai residenti anche in inverno nelle giornate di sole. Lasciando sul lato sinistro le mura etrusche orientali ci si addentra nel parco per via degli scalpellini. Percorso classico per gli amanti di scorci e vedute. Come tutto il mondo sa, Fiesole ha fra le sue principali ricchezze il fatto di essere il luogo dal quale si ha la migliore vista su Firenze, cioè una delle viste più suggestive che l’occhio umano possa godere. In questo la zona del Montececeri rappresenta un punto privilegiato, trovandosi fra le sommità delle colline fiesolane, nel punto più vicino e alto. Ma le vedute su Firenze, sul versante sud, sono numerose, a partire da piazza Mino, la piazza principale di Fiesole, fino al Parco. All’improvviso, verso la valle, si aprono squarci mozzafiato, che in una giornata tersa e soleggiata potrebbero far nascere amori e forse anche provocare quella sindrome di spaesamento che colse, un secolo e mezzo fa, lo scrittore francese Stendhal. L’itinerario prende il via da piazza Mino, la piazza principale di Fiesole, su cui si affacciano il palazzo del Municipio, la Cattedrale di San Romolo, il palazzo del Seminario e la chiesa di Santa Maria Primerana. Lasciandosi alla sinistra questa piccola chiesa, si inizia a salire per via Verdi e si trova poco dopo sulla sinistra una bella villa, chiamata San Michele, con decorazioni risalenti ai primi del ‘900 in tipico stile neogotico, mentre sulla destra si trovano dei piccoli giardini pubblici. La stradina, fra due muri in pietra, è un esempio tipico delle strade dei borghi collinari fiorentini. Una volta superata la prima salita, si apre sulla destra la prima straordinaria veduta su Firenze, che è possibile apprezzare nella sua interezza seguendo perfino il percorso dell’Arno, da Varlungo, sulla sinistra, fino a Scandicci. Sulla destra è ben visibile la Cupola del Brunelleschi, Palazzo Vecchio, Santa Croce, e di fronte lo Stadio Comunale disegnato da Nervi negli anni Trenta. Sotto la “terrazza” si alternano uliveti e cipressi e più in basso il complesso del convento di San Domenico. Si prosegue ancora e poi al bivio si prende a destra per via Doccia, poco dopo la Casa di Riposo per Infermiere, realizzata negli anni Venti dalla Croce Rossa Italiana in memoria delle infermiere morte in guerra. Lungo tutta la strada numerosi giardini ornati di piante dalle diverse essenze (glicini, gelsomini, biancospini) che in primavera riempiono l’aria di profumi. Alla fine della strada ci si addentra in un sentiero stretto, in parte pavimentato in pietra e in parte sterrato, che scende ripido verso il Regresso. Qua e là, fra gli alberi, si aprono squarci di vedute, ed è possibile scorgere la Villa di Maiano e la Torrossa. Andando avanti, superata un’apertura sulla destra da cui parte uno stretto sentiero, si costeggia la splendida Villa San Michele, oggi un hotel extralusso e un tempo convento francescano di proprietà della famiglia Davanzati, con un bellissimo giardino all’italiana ornato di sculture e di alberi di magnolia. La strada comincia a risalire molto ripida, di fronte si vede il Parco di Montececeri, e si passa fra due alti muri a secco camminando su un selciato impervio, in parte pavimentato in pietra e, alla fine, fatto a gradoni. La salita termina nei pressi dell’area verde di Montececeri, dove sorgono le scuole medie. Si volta a destra, percorrendo un largo sentiero che porta all’ingresso del Parco, a quel punto ci si inoltra nel sentiero interno al bosco, sul quale si aprono fra gli alberi punti panoramici, fino ad arrivare alla vera e propria terrazza che offre una veduta straordinaria sulla parte est di Firenze, dove è possibile, nelle giornate limpide, scorgere gli abitati di Bagno a Ripoli e Pontassieve. Proseguendo ancora il percorso si arriva finalmente alla Cava Braschi, una delle cave più suggestive del parco, con la sua colonna centrale e la grande apertura nella montagna. A questo punto il percorso ritorna indietro, fino all’uscita del parco, presso l’area verde di Montececeri. Si prosegue diritto, lasciandosi alla destra il giardino pubblico e alle spalle il profilo di Montececeri punteggiato di cipressi e di lecci. Si entra in via Montececeri, che è una delle più belle strade panoramiche di Fiesole, un continuo susseguirsi di vedute straordinarie sulla vallata di Firenze. Al bivio si segue a destra per via Belvedere, una strada che passa attraverso il borgo e le case che si affacciano su piccole piazzette con tratti originari di lastricato in pietra. La strada scende ripida zigzagando verso piazza Mino. A destra si incontra il Convento delle Missionarie Francescane del Verbo Incarnato, contornato da un bellissimo muro con intonaco disegnato a graffito, una tecnica che si diffuse a Firenze e dintorni nelle case signorili della fine dell’800. Scendendo ancora ci si trova di fronte l’altro colle di Fiesole, sovrastato dal Convento di San Francesco e poi, dopo aver superato il Monastero delle Clarisse, un’improvvisa apertura sul campanile della Cattedrale. Si prosegue prendendo via Santa Maria e poco dopo l’itinerario si conclude riportandoci in piazza Mino.

 
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