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Da “Il Regresso” (bus Ataf 7), imbocco nei pressi Hotel Villa S. Michele. All’inizio una torretta esagonale, opera idraulica per la cattura di una sorgente d’acqua dal Montececeri, realizzata da John Temple Leader (stemma in pietra serena) per alimentare una piscina nella Fattoria di Maiano. Il percorso era una delle principali strade “di servizio alle cave” per il trasporto dei prodotti in pietra verso Firenze. Si apprezzano le opere superstiti di regimazione idraulica, e, a distanza di sicurezza, vari fronti di tagliata. Si giunge alla Cava del Braschi e da qui alla Cava Sarti (pannelli informativi sul posto). Documenti storici e una buona dose di leggenda raccontano che Leonardo da Vinci, fra le sue tante geniali invenzioni, tentò anche di dare le ali all’uomo per permettergli di volare come gli uccelli, che a lungo aveva osservato e studiato. Il tentativo che tutti ricordano fu fatto, si dice, proprio da Montececeri. Il “maestro” montò le ali che aveva costruito sulle spalle di un suo assistente e lo invitò a lanciarsi nel vuoto. Il punto di partenza del “volo”, che non finì molto bene ma neanche malissimo, visto che si racconta che il ragazzo se la cavò con alcune ossa rotte, è stato indicato come l’attuale piazzale Leonardo, e l’”atterraggio” dovrebbe essere situato intorno alla zona del Regresso, dove è stata situata una lapide che ricorda l’evento o, dicono altri, nel pratone che si trova sotto la Badia Fiesolana. In entrambi i casi, si sarebbe trattato di un volo di notevole lunghezza. E’ molto più probabile che il volo sia durato soltanto qualche decina di metri, magari finendo in uno degli strapiombi che si trovano sul versante del parco verso Maiano. L’itinerario prende il via da Largo Leonardo, nei pressi della curva Il Regresso, lungo la provinciale che collega Fiesole a Firenze. Sul muro in stile neogotico di Villa La Torrossa, si può leggere la lapide che ricorda il testo che Leonardo da Vinci scrisse nel marzo 1501, annunciando di voler tentare il volo umano proprio da Montececeri. Lasciandosi alla sinistra Villa San Michele, un ex-convento francescano di proprietà della famiglia dei Davanzati adesso trasformato in un Hotel di gran lusso, si inizia a salire, prendendo il sentiero di avvicinamento al parco, con alla sinistra il bosco di lecci, pioppi, querce e cipressi e alla destra un muro appena messo in sicurezza. Dopo circa cento metri in salita, si entra nel parco vero e proprio, e si percorre un primo pezzo di salita, quindi si intravede a sinistra la cava Righi e si ricomincia a salire, percorrendo un tratto di massicciata antica fino ad arrivare alla cava Braschi, una delle cave più suggestive del parco, con la sua colonna centrale e la grande apertura nella montagna. Il sentiero riprende a salire più dolcemente, sulla sinistra un’altra straordinaria veduta su Firenze e una apertura da cui è plausibile che sia partito il volo umano di Leonardo da Vinci, che a quanto si racconta si concluse probabilmente sul pratone di Maiano o sul pratone della Badia fiesolana, entrambi facilmente visibili da questo punto, il primo a sinistra e l’altro, più lontano, a destra. Sotto la “terrazza” è facile vedere Villa La Torraccia, sede della Scuola di Musica di Fiesole, il complesso del Convento di San Domenico, la Badia, Villa Belriposo e altre costruzioni. Si ricomincia a salire, tenendosi sulla destra verso l’interno del parco, si volta a destra e ci si trova di fronte a una ripida salita, a metà della quale è ben visibile, lungo il sentiero, una piccola cava di pietra morta, la pietra che ancora oggi viene utilizzata per caminetti, alari e forni. Più avanti, sulla sinistra, si vede nel bosco uno dei “magazzini” realizzati in pietra a secco per conservare gli strumenti degli scalpellini e le pietre cavate. Dopo una ulteriore ripida salita si arriva all’ampio spiazzo che si apre di fronte alla Cava Sarti, dove si vedono i resti di alcuni magazzini. Costeggiando la cava, si giunge ad uno strettissimo sentiero attrezzato con scalini che porta direttamente al piazzale Leonardo, il centro del parco, che è, secondo la tradizione e come ricordato da un cippo, il luogo “ufficiale” da cui partì il “volo” di Leonardo, un volo che il genio di Vinci fece in realtà fare ad uno dei propri garzoni e che si concluse, come tutti sanno, con una precipitosa caduta.
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