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Uno spettacolo itinerante, un evento
suggestivo per far parlare i luoghi con versi
antichi, ma ancora attuali. È questo
l’evento “Iliade. Fabbricazione, duello,
uccisione, riscatto, compianto, sepoltura”
da Omero, che si terrà nell’Area
Archeologica e al Teatro Romano di Fiesole
il 16, 23 e 30 maggio, alle ore 18.
Lo spettacolo di Archivio Zeta, con la
regia di Gianluca Guidotti ed Enrica Sangiovanni,
è un tentativo di teatro di
parola: a verso a verso, andando a capo quando
il senso è finito. Iliade è ancora lettera viva
se chi dice o ascolta è vigile, disponibile.
Questa è una battaglia, una sfida della poesia
contro l’assuefazione, contro l’ignoranza,
contro tutto ciò che è offesa al mondo.
Lo spettacolo presenta i versi di Omero mutati
in italiano da Rosa Calzecchi
Onesti (grazie all’infaticabile cura editoriale
di Cesare Pavese). La rappresentazione ha
ricevuto l’Alto Patronato del Presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano.
La struttura drammaturgica di questa Iliade
è costituita dall’ultima parte dell’Iliade,
dal Libro XVIII al XXIV: quella che comunemente
viene intesa come Achilleide (dal momento
in cui Achille, dopo l’uccisione del compagno
Patroclo, decide di tornare a combattere).
Partiamo dalla fabbricazione delle armi
di Achille che Efesto costruisce su richiesta di
Teti, madre di Achille (seconda parte del libro
XVIII) per passare al duello
Achille/fiume Scamandro, dove è la natura stessa
che si rivolta contro la violenza (libro XXI);
ci innestiamo quindi nel poderoso duello
Achille/Ettore fino alla sua tragica
uccisione (Libro XXII). La seconda parte
dello spettacolo si concentra sul riscatto
del corpo di Ettore da parte del padre Priamo
che di notte si reca alla tenda d’Achille; qui
avviene il compianto: Priamo piange il
figlio morto, Achille piange guardando Priamo
che gli ricorda suo padre. Priamo riporterà a
Troia il corpo del figlio per la sepoltura
(Libro XXIV).
Un testo che chiede un confronto spietato con il
passato doloroso di questo nostro Paese e il
presente-futuro che di nuovo e ancora mette in
scena lo scontro violento tra Oriente e
Occidente.
Uno spettacolo che parla di scontro di civiltà,
un percorso tragico e filosofico sulla
contemporaneità.
Per
partecipare all’evento è obbligatoria la
prenotazione
chiamando lo 055.5961293 (tutti i giorni dalle
10 alle 19) oppure on-line su
www.archivizozeta.eu. Il costo del
biglietto è di 10 euro l’intero e di 5 euro il
ridotto (minorenni).
ARCHIVIO ZETA
Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni
hanno studiato con Luca Ronconi, Marisa Fabbri,
Jean Marie Straub, Daniele Huillet e Paolo
Benvenuti. Hanno fondato nel 1999 l’associazione
culturale
Archivio Zeta
e sono autori e produttori indipendenti di
lavoro culturale con particolare attenzione per
teatro e cinema. Vivono sui monti dell’Appennino
tosco-emiliano.
Il nome Archivio Zeta significa che i tentativi
di lavoro culturale sono rivolti all’archivio e
alla memoria umana. Gli oppositori al regime dei
colonnelli in Grecia scrivevano sui muri Zeta –
è vivo, quando un resistente veniva ucciso.
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