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a cura di Giovanni Faccenda
Fiesole, Basilica di Sant’Alessandro
1 – 27 luglio 2008
Il pittore senza errori o – come lo ha definito,
anche di recente, Vittorio Sgarbi – «il Morandi
del Duemila». Tante e illustri le definizioni su
quello che, a ragione, è considerato uno dei più
grandi pittori viventi: Armodio (Piacenza,
1938).
Nel suggestivo scenario della Basilica di
Sant’Alessandro, martedì 1 luglio, alle ore
18,30, verrà inaugurata la mostra del Maestro
Armodio dal titolo «Presente remoto».
Interverranno, oltre al celebre artista, il
Sindaco del Comune di Fiesole, Fabio
Incatasciato, l’Assessore alla Cultura, Paolo
Becattini, e il curatore della mostra, Giovanni
Faccenda, autore catalogo edito da Masso delle
Fate. In rassegna, una trentina di lavori
realizzati fra la fine degli anni Ottanta e il
2007. Macchine da caffè, scarpe, libri, in
pratica le vite silenti che abitano la
metafisica pittura di Armodio. Scrive Giovanni
Faccenda nella sua presentazione in catalogo:
«L’incontro con la pittura di Armodio coincide
ogni volta con un misterioso rituale: il tempo,
nella mente di chi guarda, improvvisamente
rallenta, ad un tratto si arresta in un attimo
indeterminabile; poi, con una certa
circospezione, indietreggia fino alla soglia di
interni dove regna una calma imperturba-bile.
Olimpica, diresti. In quelle stanze
profondamente enigmatiche, abitano oggetti, che
sono, in realtà, soggetti di una
rappresentazione immaginaria, continuamente
suscitata da un’arcana vocazione animi-stica.
Scarpe, libri, caffettiere e quant’altro
concerne una intimità domestica, che indovini
soprattutto memoriale, accendono di palpitazioni
l’atmosfera, potentemente evocativa, nella quale
albeggiano letture, storie, ricordi,
naturalmente rivisitati con un’ermetica impronta
personale. Gli ingredienti prediletti da
Armodio sono la luce, il silenzio, la polvere,
quell’odore antiquato di muffa che i libri
esalano ogni volta che li recuperi dai loro
scaffali, quando cominci a svoltarne lentamente
le pagine, pensando con curiosità alle mani che
avevano compiuto quel gesto semplice prima delle
tue. […] L’aura di raccoglimento che
avvolge queste sibilline entità si arricchisce
di una sug-gestione: il bagliore adamantino che
hanno le cose rivelate. Cose che non sono
cose, ma presenze, vive, salutari,
significanti, riaffiorate come per magia da un
cosmo incombente, nel quale Armodio si addentra
come un moderno Diogene, non più interessato
agli uomini e al loro destino, ma all’anima
nascosta di esistenze invisibili. Perché aveva
ragione Morandi: si può dipingere tutto, basta
soltanto saperlo vedere.»
Credits: Titolo:
Armodio. Presente remoto, Curatela:
Giovanni Faccenda, Luogo: Fiesole,
Basilica di Sant’Alessandro, Orario:
10-12,30/16-18,30 (chiuso Martedì), Biglietto:
ingresso gratuito, Periodo: 1-27 luglio
2008,
Informazioni:
Call Center 055055 e tel. 0555961293 infomusei@comune.fiesole.fi.it. |