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IL SINDACO DI FIESOLE E IL MOVIMENTO DEI CENTOAUTORI

 Il Sindaco di Fiesole, Fabio Incatasciato, grandissimo appassionato di cinema e primo cittadino di una città che da più di quarant’anni propone il “Premio Fiesole Maestri del Cinema”, uno dei più importanti e seri premi cinematografici italiani, interviene nel dibattito lanciato da Bernardo Bertolucci sulle pagine del quotidiano “La Repubblica”, aderendo al movimento dei “Centoautori”. “Anche gli enti locali dovrebbero avere come principale obiettivo delle loro politiche la promozione culturale delle persone e dei cittadini”. Il Sindaco di Fiesole Incatasciato vorrebbe non lasciar cadere nel nulla una mobilitazione culturale come quella proposta da Bertolucci: “Trentacinque anni fa Pier Paolo Pasolini ci avvertiva della deriva di impoverimento e massificazione verso la quale stavamo andando – afferma Incatasciato – e come sempre la sua lucidità era stata straordinaria, ma il suo allarme non servì a molto e oggi la situazione è se possibile ancora peggiore di quella che lui paventava. Credo che tutti noi si debba fare qualcosa, e in primo luogo chi ha responsabilità politiche. E allora io, sindaco di sinistra, dico che un governo di centrosinistra deve proporre delle politiche nuove in questo campo, e proporsi come un motore di rinnovamento e di arricchimento culturale”. A Fiesole, sede del più antico festival all’aperto italiano, l’Estate Fiesolana, da sempre questi temi sono centrali, e in più occasioni anche recentemente si è parlato di come riportare al centro della vita politica italiana il tema della cultura, e in primo luogo del cinema: “Bertolucci, come Rosi e Bellocchio, i più prestigiosi tra i promotori di questo movimento – prosegue Incatasciato – sono tre registi che hanno vinto in anni recenti il nostro Premio Maestri del Cinema. Questo mi ha permesso di conoscerli anche personalmente e poterne apprezzare l’incredibile ricchezza umana e culturale. Vederli mobilitati in una battaglia per la cultura nel nostro paese mi spinge adesso a rilanciare la loro battaglia. Ho trovato straordinario l’incipit della lettera aperta di Bertolucci, quando riporta la dichiarazione di Berlusconi sulla inutilità della poesia. Anch’io, come lui, sono convinto che un paese senza poesia sia un paese senza anima, e che la poesia sia il centro di tutto il pensiero e di tutte le emozioni. Ma soprattutto credo che il cinema, dalla fine della guerra, con Rossellini e De Sica, fino a tutti gli anni Settanta, con registi come Fellini, Visconti, Pasolini, Antonioni, Petri, Germi, Monicelli, Comencini, Loy, De Santis, Castellani, Risi, e poi con autori come appunto Bertolucci, Rosi e Bellocchio, sia stato una delle voci più determinanti nella crescita culturale dell’Italia. Condannare la poesia e il cinema – prosegue il Sindaco di Fiesole – in un angolo stretto, povero, marginale, secondario, senza risorse e senza spazi, come avviene ormai da almeno venti anni, sta provocando e provocherà sempre di più un impoverimento anche antropologico degli italiani. Credo che un governo di centrosinistra come quello che ci guida e nel quale io mi riconosco debba prendere spunto dalla positiva spinta del movimento dei registi per fare del cinema la punta di diamante di un profondo rinnovamento culturale del nostro paese. Anche perché avere fra i propri cittadini persone come Bertolucci, Rosi e Bellocchio e non ascoltare la loro voce penso sia un delitto imperdonabile. A luglio premieremo a Fiesole il regista americano Spike Lee, un altro autore che recentemente, con il suo documentario sul disastro di New Orleans, ha fatto del cinema uno strumento di critica e di stimolo politico. Sono certo che sarà una nuova occasione, come avvenuto quasi sempre al nostro Premio Fiesole Maestri del Cinema, per fare il punto sulla centralità del cinema nella cultura e nella formazione degli individui”.

 

 Fiesole, 14/06/2007

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